venerdì 10 gennaio 2014

Gli spazi nell'orto

Tracciamo su un foglio a quadretti il perimetro del nostro orto, misurato con un metro oppure, perché no? a passi. A meno che non siate persone meticolose e precise, quando sarete presi a zappare e seminare probabilmente non avrete voglia di prendere un metro per verificare le distanze. Imparate allora a usare uno strumento che avete sempre a disposizione, il vostro corpo: misurate a quanto corrispondono il vostro passo, la vostra spanna (la distanza fra la punta del pollice e del mignolo quando distendete completamente la mano). Un passo allungato è circa 1 m - 1,2 m, le spanne intorno ai 20 cm. Giocate, è la cosa più importante.
Torniamo al nostro foglio: dopo il perimetro, segnate il punto da cui preleverete l'acqua, eventuali alberi, siepi o ostacoli presenti.
Suddividete lo spazio disponibile in aiuole, prevendendo una via di accesso principale qualunque sia la forma che darete al vostro orto: deve essere un camminamento largo almeno 50 -60 cm, che vi permetta di passare almeno con una carriola e avvicinarvi ragionevolmente a ogni punto coltivato.

via Pinterest - Pinned by Monica Fra


Fra un aiuola e l'altra sono sufficienti 20 cm di spazio, mentre le aiuole dovrebbero avere una larghezza massima di 1 m - 1,2 m: fate una prova, dovete poter arrivare agevolmente con le mani al centro dell'aiuola, senza calpestarla. Lunghezza e forma sono a vostro piacimento, anche se le più pratiche restano senz'altro le quadrate e le rettangolari, sia per le lavorazioni che per l'allestimento dell'impianto di irrigazione.
Se oltre agli attrezzi manuali usate anche una motozappa o un motocoltivatore, dovete tenere conto degli spazi necessari a spostarli e usarli agevolmente.

martedì 7 gennaio 2014

Tutti quanti abbiamo un orto (o lo vorremmo)

Abbiamo visto quali sono le cose di cui bisogna tenere conto prima di tutto.
Ci sono vari tipi di orto:

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  • il mini-orto: in vaso, sul davanzale, in un'aiuola del giardino.
  • l'orto del fine settimana: l'orto sociale che ci è stato assegnato, quello che facciamo nel pezzetto di terra della seconda casa.
  • l'orto di casa: il primo passo verso l'autosufficienza.
  • l'orto professionale: quando l'autosufficienza arriva attraverso la vendita dei propri prodotti. 
Il mini-orto è in casa, quindi sempre e facilmente accessibile. E' adatto per coltivare soprattutto ciò che è poco ingombrante e cresce rapidamente, fornendo magari più raccolti: insalate di tutti i tipi, aromatiche, qualche pianta di pomodoro, melanzana o peperone, cavolo da foglia, cipollotti, se si possono usare supporti una o due piante di cetriolo e dei legumi rampicanti.

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Nel secondo caso, l'orto a distanza, prevarranno le piante che hanno meno bisogno di cure quotidiane, che tollerano più facilmente una breve mancanza di acqua: è consigliabile un impianto di irrigazione automatizzato, ma non sempre è possibile installarlo. Se lo spazio scarseggia, bisognerà anche qui ingegnarsi nello sfruttare ogni possibilità.
L'orto professionale richiede spazi ampi adatti all'uso di macchine, il più pianeggianti possibile. E' praticamente indispensabile anche almeno una serra, per produrre le piantine, per anticipare alcune colture e portarne a termine altre.

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Se guardiamo all'orto di casa con un approccio permacolturale, questo si colloca nella zona 1: richiede visite quotidiane, anche extra-lavorative: se stiamo cucinando e ci viene in mente di usare qualcosa, può capitare di doverla andare a prendere direttamente nell'orto, anche se piove o sta calando la sera. Il posto giusto delle aromatiche in effetti è il più vicino possibile alla cucina.
Fornisce verdure, fiori, frutta, cibo per alcuni animali allevati (piante a fine ciclo, scarti, insetti).
Richiede manodopera, acqua, letame compostato.
Per questi motivi se possibile dovrebbe essere vicino sia alle stalle che alla zona di compostaggio.
Si avvantaggia del mantenimento e della vicinanza di spazi selvatici, serbatoio di predatori naturali per i parassiti delle nostre colture: uno stagno, anche piccolo; muretti a secco, siepi, prati incolti, dovrebbero essere considerati e integrati nella progettazione.

via Pinterest - pinned by Edgar Poppy

Aiuole o contenitori tutti delle stesse dimensioni facilitano la gestione ma può essere utile prevedere aiuole piccole da dedicare alle coltivazioni che richiedono superfici modeste come ad es. il prezzemolo o la valeriana; aiuole standard per la maggior parte delle coltivazioni e aiuole maxi per quelle che occupano più spazio, come le patate. In alternativa, possiamo semplicemente variare il numero di aiuole assegnate a ciascuna coltura. Sta a noi valutare qual è il modo più semplice di gestire l'alternanza delle coltivazioni.

domenica 5 gennaio 2014

Progettare l'orto

Se abbiamo a disposizione un terreno e tanta voglia di iniziare a fare l'orto, ci sembrerà superfluo il dover "progettare" uno spazio libero. Prendersi del tempo per riflettere su come organizzarci però non è mai tempo sprecato e può anzi risparmiarci degli errori che non sempre è facile correggere immediatamente.
Il primo orto che coltivammo, prima di fondare Agri Cultura, era un campo immenso in rapporto alle nostre vanghe, e noi pensammo bene di iniziare dal centro. Quando ci arrendemmo all'evidenza della necessità di una lavorazione meccanica, l'unico risultato ottenuto era un'aiuolina in mezzo a un prato: sembrava avessimo appena stato sotterrato un cadavere...

Prima di tutto vanno considerate le problematiche principali:
- la disponibilità di acqua
- l'esposizione: in pieno sole, su un balcone, riparato da un muro, vicino a un fosso
- il terreno: quale tipo usare per le coltivazioni in vaso, quali caratteristiche ha se siamo in piena terra
- la pendenza e la sistemazione del suolo 


L'acqua, fonte di vita.
Coltivare un orto senza avere a disposizione dell'acqua per annaffiare è molto complicato: ci si può affidare alla pioggia e alla pacciamatura, ma saremo costretti a rinunciare a coltivare nei periodi siccitosi, senza possibilità di intervenire in caso di andamento meteo anomalo; una primavera asciutta per esempio può compromettere produzioni che normalmente non avrebbero bisogno di essere irrigate.

L'esposizione
Un'esposizione a est va bene per le colture estive che così non soffriranno l'eccesso di calore estivo, ma esclude la possibilità di coltivazioni invernali se per giacitura o altitudine il nostro terreno è soggetto alla formazione di rugiada e brina abbondanti.
Un'esposizione a sud, magari protetta dai venti di tramontana, viceversa è l'ideale per coltivare anche in pieno inverno. Per schermare l'eccesso di calore in estate si può fare affidamento su alberi a foglia caduca di taglia ridotta, sulla consociazione che sfrutta l'ombra delle piante più alte o su altri sistemi per ombreggiare.
Ovest è un'esposizione difficile, perché il sole vi arriva già alto e il terreno è esposto al suo calore fino a sera. 
Nord sconsiglia l'impresa, a meno che non ci siano condizioni particolari, ad es. coltivazione di estive in clima torrido.
Da considerare è anche la presenza di manufatti, fossati, siepi o alberature: muri di cinta o costruzioni possono essere un valido aiuto per riparare dal vento o mantenere una temperatura invernale adeguata, le siepi sono utili per molti motivi, la vicinanza di un corso d'acqua invece tende a rendere il microclima del nostro orto più fresco e umido, facilitando la comparsa di gelate invernali.


Il terreno
Bisogna imparare a conoscere il proprio terreno e la sua storia: è di riporto, è stato coltivato, è rimasto a riposo per anni...si lavora facilmente o a una certa profondità c'è terreno compatto? E' argilloso, sabbioso, limoso? C'è sostanza organica, ci sono i lombrichi? E' calcareo o acido?
Per ogni tipo di suolo si possono trovare le coltivazioni più adatte, non disperate.


La pendenza e la sistemazione
Il terreno dovrebbe sempre avere un po' di pendenza, per scongiurare la formazione di pozze e ristagni di acqua. Va curata la sistemazione di fossi a monte e a valle, per interrompere la corsa dell'acqua che vi arriva da zone più alte e per allontanare quella che imbeve il nostro orto. Tenete presente che se il terreno ha una pendenza più che accennata, è più semplice coltivare in aiuole trasversali alla pendenza, se la forma del nostro appezzamento lo consente. Questo vale sia per le lavorazioni meccaniche che per la semplice vangatura manuale.

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venerdì 3 gennaio 2014

Dall'ortolano - la lista della spesa di Gennaio

via Pinterest - Pinned by Citta'del Gusto Napoli Gambero Rosso

Con Gennaio entriamo nel cuore dell'inverno e nel periodo più freddo. Facciamo quindi il pieno di vitamine con gli agrumi e i kiwi, i cavoli, la zucca; non dimentichiamo la frutta secca, nutriente ed energetica.

Verdura: bietola da coste e da taglio, barbabietola, broccolo, carciofo, cardo, catalogna, carota, cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo verza, cavolini di Bruxelles, cicoria e cicorino, finocchio, indivia, porro, radicchio rosso, rape e cime di rapa, scorzonera, scorzobianca, spinaci, topinambour, valerianella, zucca.

Frutta: arancio, mandarino, mandarancio, kiwi, kaki, limone, pompelmo, mela, pera, frutta secca (noci, nocciole, mandorle, castagne, oltre a fichi, uva passa ecc.).

domenica 24 novembre 2013

Api e insetticidi


 Zzzii...le api sono tornate a ronzare nei campi con un po' più fiducia: dopo gli anni in cui si parlava di moria delle api, apparentemente inspiegabile, si è identificata una delle cause nell'uso di alcuni insetticidi. La sospensione dell'autorizzazione all'impiego dei neonicotinoidi, inizialmente temporanea, continua a essere prorogata e quest'anno il decreto europeo ha bloccato il loro utilizzo per i prossimi due anni a partire dal dicembre 2013.
Che un insetticida danneggi le api che sono insetti sembra cosa ovvia, non per niente la prima regola è non trattare le piante durante la fioritura (sia che si tratti di piante da reddito che ornamentali, anche se usiamo prodotti "naturali").
I neonicotinoidi vengono usati soprattutto per conciare le sementi ma persistono a lungo nei tessuti delle piante e nell'ambiente, tanto da minacciare seriamente le api.

Le Università di Udine, Bologna e Napoli hanno condotto un ulteriore studio in proposito. Secondo la ricerca, l’esposizione delle api a questo tipo di insetticidi indebolisce il sistema immunitario degli insetti favorendo la progressione di infezioni di virus che normalmente sono tenuti sotto controllo dalle difese innate delle api, rendendole allo stesso tempo più suscettibili agli attacchi parassitari. 

Per approfondire:      

venerdì 8 novembre 2013

Report e i semi

Da vedere lunedì prossimo 11 novembre una puntata di Report dedicata alle sementi in agricoltura.