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venerdì 22 maggio 2015

Corso di orticoltura ecologica

 
Corso base di orticoltura presso il B&B Poggio di Dante a Poppi, con visita a un orto a quadretti e a due orti bio! Uno scambio di semi e di prospettive.
E' possibile frequentare solo il corso oppure in aggiunta pernottare presso il B&B.
Per informazioni Lucrezia poggiodidante@gmail.com 
335/7660848

lunedì 31 marzo 2014

Riciclaggio ancora in tema di semine

Avete tante semine da realizzare e pochi contenitori, zero voglia di comprarne perché vi serviranno solo in questo periodo? Ecco il modo rapido per ottenere ciò che vi serve!

Occorrente: materiale drenante, terriccio, sacchetti della spazzatura abbastanza grandi e robusti, cassette della frutta in plastica o legno.

Aprite il sacchetto tagliandolo solo su un lato, fateci un paio di buchi e usatelo per rivestire la cassetta. Mettete sul fondo un po' di materiale drenante, che servirà anche a stendere bene il sacchetto e mantenerlo in posizione. Fate uno strato di terriccio di almeno 5 - 6 cm e procedete a seminare come al solito.

venerdì 28 marzo 2014

Seminare con cura

Avete tutto a portata di mano? Ecco come fare per seminare con una buona probabilità di riuscita.
Per seminare si possono usare diversi contenitori, il procedimento è sempe  lo stesso. 
Ad esempio si possono riciclare i vasetti in plastica, meglio se ben puliti. Qui si ricicla anche un plateau per agevolarne gli spostamenti.
Sul fondo dei vasetti mettete sempre e comunque un po' di materiale drenante: serve sia a evitare che la terra fuoriesca dai numerosi fori sia a far drenare l'acqua in eccesso.

Il materiale di drenaggio può essere argilla espansa, cocci di vasi, sassolini o brecciolino...quello che avete a disposizione. In questo caso è brecciolino, a La Buona Luna ci sono diversi visciai, zone dove affiorano rocce sedimentarie che si sbriciolano e si prestano benissimo per sostituire ghiaia e simili.

Riempite i vasetti con un buon terriccio: qui abbiamo usato del compost maturo setacciato, ma va bene anche un buon terriccio universale. Fate attenzione ai terricci troppo a buon mercato, ci è capitato di trovarvi dentro di tutto: plastica triturata, fibra di cocco intera...considerato che di solito non ne serve tantissimo, procuratevi del terriccio di buona qualità, è importante per far partire bene le piantine. Potete anche usare la torba, ma dovete stare attenti a mantenerla sempre al giusto punto di umidità e non ha grandi risorse nutrizionali che i germogli possano impiegare; nei vivai viene usata in miscela e comunque si ricorre alla fertirrigazione. 
Il compost autoprodotto è senz'altro la scelta più ecologica.

Una volta riempiti i vasetti, bagnateli: immergendoli in acqua velocemente o annaffiandoli, l'importante è che il terriccio sia umido.


A questo punto mettete i semi nei vasi: uno o due per vaso quelli più grandi, non troppo fitti quelli piccoli più adatti alla semina in cassette.


La parte più critica: coprite i semi con un po' di terriccio asciutto. Un po' vuol dire che i semi devono essere abbastanza coperti per non volare via e non venire a galla quando vengono bagnati i vasi, ma non devono essere troppo interrati per poter germogliare agevolmente. 
A seconda della temperatura e dell'esposizione dovrete bagnare i vasi più o meno frequentemente: la terra deve rimanere umida. Bagnate con delicatezza, con un piccolo annaffiatoio o con uno spruzzino. Se dovessero emergere dei semini non ancora germogliati, ricopriteli con cura.


E per finire...etichettate i vasi!!

mercoledì 26 marzo 2014

Garden markers fai da te

Prendete dei rametti secchi: vanno bene residui di potatura oppure rami secchi raccolti in un bosco o in un parco; l'importante è che siano abbastanza rigidi. Il diametro deve essere al massimo di un centimetro per markers destinati a vasi, mentre quelli per le aiuole è ben che siano un po' più robusti.

Aiutandovi con un troncarami o con delle cesoie pareggiate una delle estremità.

L'altra estremità tagliatela inclinata, in modo da rendere più semplice piantarla nel terreno.

Tagliate in questo modo tanti rametti quanti pensate possano servirvi.

A questo punto prendete un coltellino o, se ce l'avete, una roncola e facendola scorrere sull'estremità superiore del rametto asportate la corteccia ricavando lo spazio per scrivere. A seconda del tipo di legno ci sarà più o meno contrasto fra legno e corteccia, in ogni caso fate abbastanza spazio per scrivere, a volte i nomi sono lunghi.

Si passa quindi a scrivere: se avete fretta va benissimo un pennarello indelebile, se avete più tempo potete dipingere, decorare o incidere con il pirografo.


Preparate un rametto per ogni bustina di seme che intendete usare, è un'operazione che richiede veramente pochissimo tempo...e poi via a seminare!


E voi, come fate per ricordarvi cosa seminate?

lunedì 24 marzo 2014

Tempo di semine e di esercizi di memoria

Nonostante il ritorno di freddo di questi giorni che ha smorzato gli entusiasmi primaverili della scorsa settimana, proseguiamo a seminare in vasi e cassette: se le teniamo al caldo avremo le piantine pronte da trapiantare nell'orto o nel giardino al momento giusto.

Prima di iniziare prepariamo tutto il necessario: contenitori, materiale per il drenaggio, terriccio, paletta, annaffiatoio, bustine di semi. 

Una cosa a cui spesso non si pensa è come marcare ciascun contenitore per risalire a cosa vi è stato seminato. Se state pensando che ve lo ricorderete, scoprirete in seguito che non è così semplice, soprattutto se i vasi sono parecchi o se seminate diverse varietà della stessa specie.
Capita di frequente di inziare il lavoro e solo dopo aver seminato ci si pone il problema... quindi prepariamo prima le etichette!

I vasi (così come le aiuole) possono essere etichettati in molti modi: quello più spartano e di emergenza consiste nell'infilare la bustina dei semi vuota nel vaso o su uno stecco, ma se non l'avete terminata non potete farlo. Inoltre, con il passare dei giorni, le annaffiature e il sole diventa ben presto illeggibile. Stesso inconveniente per cartellini in cartoncino.

via Pinterest - http://creeksidelearning.com/2011/03/26/seed-packet-garden-markers/
Un altro metodo consiste nell'etichettare i vasi, anche solo con un pezzo di scotch di carta, ma anche in questo caso l'umidità mette a rischio la permanenza dell'indicazione.

Veniamo alle etichette in commercio: quelle in plastica possono essere gialle o bianche, possono essere reimpiegate più volte, fino a quando il sole non le cuocerà al punto che si spezzeranno.
da http://violadulcamara.wordpress.com
si trovano anche nella versione "slim", spesso forate per essere eventualmente attaccate alle piante o ai loro supporti con un filo.

da http://materiali.aipcnet.eu/html/extra.html
Avendo tempo le possibilità sono però infinite, un'ottima occasione di upcycling per diversi materiali:

via Pinterest - http://whimsy-girl.blogspot.com/2008/07/rock-on.html
via Pinterest - http://ecosalon.com/best-of-etsy-eco-friendly-vegetable-and-herb-garden-plant-markers/

via Pinterest - http://www.flickr.com/photos/rocketlass/5879366068/in/photostream/
via Pinterest - http://randomcreative.hubpages.com/hub/Recycle-What-To-Do-With-Wine-Corks-Crafts-Art-Projects-Ideas


Potete trovare molte altre idee su Pinterest, cercando "garden markers".
Uno dei metodi più veloci e ecologici è quello di usare dei rametti di legno opportunamente sagomati, in un prossimo post troverete le istruzioni per realizzarli da voi.

lunedì 13 gennaio 2014

Le coltivazioni nell'orto


A questo punto dobbiamo decidere cosa coltivare e ci vengono in aiuto le liste delle colture, indispensabili per impostare una rotazione: nella stessa aiuola, vengono coltivate in successione specie diverse. La stessa specie tornerà a essere coltivata dopo due, tre o quattro anni, a seconda dello spazio a disposizione e del numero di specie coltivate.

via Pinterest - pinned by Giovanna Zurlo
Una volta suddiviso il terreno in aiuole, collochiamo in ciascuna di esse una specie. Come scegliere quali colture inserire?

 - In base al momento in cui si libererà l'aiuola.

La prima suddivisione è in base al periodo in cui le colture occupano il terreno. Se coltiviamo l'orto tutto l'anno, in ciascuna aiuola ci potrà essere una coltura primaverile - estiva a cui seguirà una invernale. Non è obbligatorio occupare sempre tutta la superficie, si possono lasciare aiuole "vuote", dove si svilupperà la flora spontanea o dove potremo seminare un sovescio. Nella programmazione valutate bene il tempo necessario alla maturazione della prima coltura: l'aglio occupa la sua aiuola da dicembre a luglio, quindi anche se è un ortaggio primaverile non ci permette di riutilizzare lo spazio per i pomodori o le zucche, colture estive che devono essere messe a dimora al più tardi a maggio.

- In base alle esigenze nutritive
Gli ortaggi si possono dividere fra forti consumatori, che necessitano di terreno fertile e ben concimato, medi consumatori, che si accontentano di quanto rimane dopo la coltivazione dei forti consumatori, deboli consumatori, che nel caso delle fabacee addirittura migliorano la fertilità del suolo apportando azoto grazie ai batteri ospitati nelle loro radici.

Lista per esigenze nutritive:

ORTAGGI FORTI CONSUMATORI: cavoli, sedano, cetrioli, zucche e cucurbitacee in genere, pomodori, patate, peperoni, melanzane, finocchio

ORTAGGI MEDI CONSUMATORI: carote, porri, barbabietola rossa, ravanelli, insalata, spinaci, aglio, cipolla, bietole.

ORTAGGI DEBOLI CONSUMATORI: fabacee, erbe medicinali e aromatiche, erbe spontanee

- In base alla famiglia di appartenenza
Tutte le piante sono raggruppate in famiglie, in base a dei caratteri che le accomunano. Le piante che appartengono alla medesima famiglia hanno per lo più esigenze nutritive simili e vengono colpite da parassiti e malattie comuni; per questo motivo, è consigliabile evitare di coltivare di seguito sulla stessa aiuola piante della stessa famiglia.
Lista per famiglia:
Fabacee (Leguminose): fava, fagiolo e fagiolino, pisello, arachide, cece
Chenopodiacee: spinacio, spinacio della Nuova Zelanda, bietola da coste e da taglio, barbabietola, atreplice
Lamiacee (Labiate): rosmarino, salvia, basilico, melissa, timo, maggiorana, origano, menta ecc.
Altre famiglie: rabarbaro (Poligonacee), patata americana (Convolvulacee), cappero (Capparidacee), borragine (Borraginacee), mais dolce (Graminacee), zafferano (Iridacee), valerianella (Valerianacee), strigoli (Cariofillacee)



- In base all'organo che fornisce la produzione
Conviene inoltre alternare piante con diverso sviluppo vegetativo. Questa indicazione è importante per chi vuole coltivare secondo il metodo biodinamico.

Lista per organo:
RADICE (elemento terra)
  -radici vere: bieta da orto, carota, cavolo rapa, pastinaca, rapa, ravanello, etc. 
 -fusti modificati a sviluppo sotterraneo: aglio, asparago, cipolla, scalogno, patata, porro, topinambour

FOGLIA (elemento acqua)
cardo, insalate, cavolo verza, cavolo nero, cavolo cappuccio, aromatiche, bietola, rape, cicoria, finocchio, sedano, rucola, bietola, spinacio, prezzemolo, etc.

FIORE (elemento aria)
- fiori in boccio: cappero
- infiorescenza in boccio: broccolo, cavolo romanesco, cavolfiore, carciofo, cima di rapa, etc.

FRUTTO (elemento fuoco)
- frutti: cetriolo, cocomero, melone, pomodoro, peperone, melanzana, fagiolino, mais, zucchino, zucca
-semi: legumi, arachide

venerdì 10 gennaio 2014

Gli spazi nell'orto

Tracciamo su un foglio a quadretti il perimetro del nostro orto, misurato con un metro oppure, perché no? a passi. A meno che non siate persone meticolose e precise, quando sarete presi a zappare e seminare probabilmente non avrete voglia di prendere un metro per verificare le distanze. Imparate allora a usare uno strumento che avete sempre a disposizione, il vostro corpo: misurate a quanto corrispondono il vostro passo, la vostra spanna (la distanza fra la punta del pollice e del mignolo quando distendete completamente la mano). Un passo allungato è circa 1 m - 1,2 m, le spanne intorno ai 20 cm. Giocate, è la cosa più importante.
Torniamo al nostro foglio: dopo il perimetro, segnate il punto da cui preleverete l'acqua, eventuali alberi, siepi o ostacoli presenti.
Suddividete lo spazio disponibile in aiuole, prevendendo una via di accesso principale qualunque sia la forma che darete al vostro orto: deve essere un camminamento largo almeno 50 -60 cm, che vi permetta di passare almeno con una carriola e avvicinarvi ragionevolmente a ogni punto coltivato.

via Pinterest - Pinned by Monica Fra


Fra un aiuola e l'altra sono sufficienti 20 cm di spazio, mentre le aiuole dovrebbero avere una larghezza massima di 1 m - 1,2 m: fate una prova, dovete poter arrivare agevolmente con le mani al centro dell'aiuola, senza calpestarla. Lunghezza e forma sono a vostro piacimento, anche se le più pratiche restano senz'altro le quadrate e le rettangolari, sia per le lavorazioni che per l'allestimento dell'impianto di irrigazione.
Se oltre agli attrezzi manuali usate anche una motozappa o un motocoltivatore, dovete tenere conto degli spazi necessari a spostarli e usarli agevolmente.

martedì 7 gennaio 2014

Tutti quanti abbiamo un orto (o lo vorremmo)

Abbiamo visto quali sono le cose di cui bisogna tenere conto prima di tutto.
Ci sono vari tipi di orto:

via Pinterest - valdizucchero.blogspot.com
  • il mini-orto: in vaso, sul davanzale, in un'aiuola del giardino.
  • l'orto del fine settimana: l'orto sociale che ci è stato assegnato, quello che facciamo nel pezzetto di terra della seconda casa.
  • l'orto di casa: il primo passo verso l'autosufficienza.
  • l'orto professionale: quando l'autosufficienza arriva attraverso la vendita dei propri prodotti. 
Il mini-orto è in casa, quindi sempre e facilmente accessibile. E' adatto per coltivare soprattutto ciò che è poco ingombrante e cresce rapidamente, fornendo magari più raccolti: insalate di tutti i tipi, aromatiche, qualche pianta di pomodoro, melanzana o peperone, cavolo da foglia, cipollotti, se si possono usare supporti una o due piante di cetriolo e dei legumi rampicanti.

via Pinterest - http://blog.stitchawishdesigns.com/2011/06/our-lil-deck-garden/
Nel secondo caso, l'orto a distanza, prevarranno le piante che hanno meno bisogno di cure quotidiane, che tollerano più facilmente una breve mancanza di acqua: è consigliabile un impianto di irrigazione automatizzato, ma non sempre è possibile installarlo. Se lo spazio scarseggia, bisognerà anche qui ingegnarsi nello sfruttare ogni possibilità.
L'orto professionale richiede spazi ampi adatti all'uso di macchine, il più pianeggianti possibile. E' praticamente indispensabile anche almeno una serra, per produrre le piantine, per anticipare alcune colture e portarne a termine altre.

via Pinterest - http://www.pennandcordsgarden.com/greenhouses.html
Se guardiamo all'orto di casa con un approccio permacolturale, questo si colloca nella zona 1: richiede visite quotidiane, anche extra-lavorative: se stiamo cucinando e ci viene in mente di usare qualcosa, può capitare di doverla andare a prendere direttamente nell'orto, anche se piove o sta calando la sera. Il posto giusto delle aromatiche in effetti è il più vicino possibile alla cucina.
Fornisce verdure, fiori, frutta, cibo per alcuni animali allevati (piante a fine ciclo, scarti, insetti).
Richiede manodopera, acqua, letame compostato.
Per questi motivi se possibile dovrebbe essere vicino sia alle stalle che alla zona di compostaggio.
Si avvantaggia del mantenimento e della vicinanza di spazi selvatici, serbatoio di predatori naturali per i parassiti delle nostre colture: uno stagno, anche piccolo; muretti a secco, siepi, prati incolti, dovrebbero essere considerati e integrati nella progettazione.

via Pinterest - pinned by Edgar Poppy

Aiuole o contenitori tutti delle stesse dimensioni facilitano la gestione ma può essere utile prevedere aiuole piccole da dedicare alle coltivazioni che richiedono superfici modeste come ad es. il prezzemolo o la valeriana; aiuole standard per la maggior parte delle coltivazioni e aiuole maxi per quelle che occupano più spazio, come le patate. In alternativa, possiamo semplicemente variare il numero di aiuole assegnate a ciascuna coltura. Sta a noi valutare qual è il modo più semplice di gestire l'alternanza delle coltivazioni.

domenica 5 gennaio 2014

Progettare l'orto

Se abbiamo a disposizione un terreno e tanta voglia di iniziare a fare l'orto, ci sembrerà superfluo il dover "progettare" uno spazio libero. Prendersi del tempo per riflettere su come organizzarci però non è mai tempo sprecato e può anzi risparmiarci degli errori che non sempre è facile correggere immediatamente.
Il primo orto che coltivammo, prima di fondare Agri Cultura, era un campo immenso in rapporto alle nostre vanghe, e noi pensammo bene di iniziare dal centro. Quando ci arrendemmo all'evidenza della necessità di una lavorazione meccanica, l'unico risultato ottenuto era un'aiuolina in mezzo a un prato: sembrava avessimo appena stato sotterrato un cadavere...

Prima di tutto vanno considerate le problematiche principali:
- la disponibilità di acqua
- l'esposizione: in pieno sole, su un balcone, riparato da un muro, vicino a un fosso
- il terreno: quale tipo usare per le coltivazioni in vaso, quali caratteristiche ha se siamo in piena terra
- la pendenza e la sistemazione del suolo 


L'acqua, fonte di vita.
Coltivare un orto senza avere a disposizione dell'acqua per annaffiare è molto complicato: ci si può affidare alla pioggia e alla pacciamatura, ma saremo costretti a rinunciare a coltivare nei periodi siccitosi, senza possibilità di intervenire in caso di andamento meteo anomalo; una primavera asciutta per esempio può compromettere produzioni che normalmente non avrebbero bisogno di essere irrigate.

L'esposizione
Un'esposizione a est va bene per le colture estive che così non soffriranno l'eccesso di calore estivo, ma esclude la possibilità di coltivazioni invernali se per giacitura o altitudine il nostro terreno è soggetto alla formazione di rugiada e brina abbondanti.
Un'esposizione a sud, magari protetta dai venti di tramontana, viceversa è l'ideale per coltivare anche in pieno inverno. Per schermare l'eccesso di calore in estate si può fare affidamento su alberi a foglia caduca di taglia ridotta, sulla consociazione che sfrutta l'ombra delle piante più alte o su altri sistemi per ombreggiare.
Ovest è un'esposizione difficile, perché il sole vi arriva già alto e il terreno è esposto al suo calore fino a sera. 
Nord sconsiglia l'impresa, a meno che non ci siano condizioni particolari, ad es. coltivazione di estive in clima torrido.
Da considerare è anche la presenza di manufatti, fossati, siepi o alberature: muri di cinta o costruzioni possono essere un valido aiuto per riparare dal vento o mantenere una temperatura invernale adeguata, le siepi sono utili per molti motivi, la vicinanza di un corso d'acqua invece tende a rendere il microclima del nostro orto più fresco e umido, facilitando la comparsa di gelate invernali.


Il terreno
Bisogna imparare a conoscere il proprio terreno e la sua storia: è di riporto, è stato coltivato, è rimasto a riposo per anni...si lavora facilmente o a una certa profondità c'è terreno compatto? E' argilloso, sabbioso, limoso? C'è sostanza organica, ci sono i lombrichi? E' calcareo o acido?
Per ogni tipo di suolo si possono trovare le coltivazioni più adatte, non disperate.


La pendenza e la sistemazione
Il terreno dovrebbe sempre avere un po' di pendenza, per scongiurare la formazione di pozze e ristagni di acqua. Va curata la sistemazione di fossi a monte e a valle, per interrompere la corsa dell'acqua che vi arriva da zone più alte e per allontanare quella che imbeve il nostro orto. Tenete presente che se il terreno ha una pendenza più che accennata, è più semplice coltivare in aiuole trasversali alla pendenza, se la forma del nostro appezzamento lo consente. Questo vale sia per le lavorazioni meccaniche che per la semplice vangatura manuale.

via Pinterest -http://www.pinterest.com/pin/286049013804063114/

venerdì 8 novembre 2013

Report e i semi

Da vedere lunedì prossimo 11 novembre una puntata di Report dedicata alle sementi in agricoltura.

lunedì 7 ottobre 2013

Il giardiniere goloso

Questo è un manuale di orticoltura e cucina, piacevole da leggere e allo stesso tempo ricco di consigli utili. Si divide in due sezioni, una dedicata alle piante coltivabili in vaso su terrazzi e balconi, l'altra a quelle adatte a un orto vero e proprio. In entrambi i casi vengono suggerite alcune varietà, vengono dati consigli di coltivazione e curiosità, puntualmente seguiti da un'ampia parte dedicata a come conservare e cucinare i nostri prodotti. Questo tipo di impostazione è molto utile quando ci troviamo all'improvviso con grosse quantità di un ortaggio o di un frutto e ci manca l'ispirazione per impiegarlo al meglio. Il vostro albero di susine ha prodotto una quantità industriale di frutti altamente deperibili e non sapete più cosa farne? Leggendo il capitolo sul susino Regina Claudia scoprirete che oltre a trasformarle nella classica confettura potete essiccarle, surgelarle, sciropparle, metterle sott'aceto, sotto spirito oppure scegliere fra confettura, confettura al rum (ottima!), gelatina, chutney. Oppure potete usarle per farne dei dolci, e troverete un paio di ricette.
Completano il libro un indice delle ricette e una sezione con le regole base per conservare correttamente frutta e verdura.
Da avere assolutamente!

Più riguardo a Il giardiniere goloso

mercoledì 24 aprile 2013

A scuola nell'orto

E se il prossimo anno a scuola si inziasse a coltivare un bell'orto? Con il progetto "A scuola nell'orto" aiutiamo gli insegnanti a impostare l'attività e contribuiamo a sviluppare i numerosi spunti multidisciplinari che l'orto offre ai coltivatori in erba.
Contattateci per ricevere il progetto completo!


mercoledì 4 aprile 2012

Corsi a domicilio

Perché un corso a domicilio?
Perché crediamo che sia importante diffondere la cultura del verde e diamo valore al saper fare.
Imparare a prendersi cura delle proprie piante è semplice se si viene affiancati da qualcuno che sappia sciogliere subito i dubbi: quante volte vi siete trovati a confrontare la vostra rosa con quella disegnata su un manuale di potatura, alla ricerca di una somiglianza che vi aiutasse a scegliere come intervenire? Con il corso a domicilio superiamo proprio l'ostacolo dato dall'applicare i principi generali al vostro caso particolare.

Il servizio si effettua a Firenze e comuni limitrofi, nella zona di Pontassieve e nell'Alto Casentino. Se avete bisogno di noi in altri luoghi, contattateci e valuteremo insieme la fattibilità.
A seconda del corso e del vostro giardino potremo portare a conclusione l'intervento o semplicemente impostare il vostro lavoro; i costi sono di 50 € per 1 ora di corso, 80 € per 2 ore. Per mezze giornate o giornate intere concorderemo il costo in fase di preventivo.

Potatura delle rose, delle ortensie, degli olivi; progettazione del giardino, avvio di un orto...sono solo alcuni esempi: se avete dei temi particolari, delle richieste diverse dai corsi proposti, dei dubbi...contattateci!

p.s. Potete condividere la lezione (e il suo costo) con amici o vicini, fino a un massimo di 5 persone a corso, altrimenti non riusciamo a seguire tutti come vorremmo!

lunedì 15 gennaio 2007

L'orto biologico


Stufi di mangiare verdure insipide e gonfie d'acqua? Avete un terrazzo o un pezzo di terra e volete provare a coltivare qualcosa in modo diverso? Le motivazioni della conversione al biologico possono essere veramente tante: per rispetto dell'ambiente, perché lo si riconosce come metodo razionale e lungimirante, per valorizzare le proprie produzioni, per raccogliere una richiesta di mercato...
Questo corso vi insegnerà come ottenere ortaggi sani e saporiti senza inquinare l'ambiente.
La durata del corso è di 10 lezioni di 1,5 ore ciascuna, il martedì dalle 17,30 alle 19 con inizio il 6 febbraio 2007. Il corso si terrà presso la Saletta del Parterre in piazza della Libertà, a Firenze.

Quota di partecipazione: 85 €; iscrizioni presso l'Ufficio Cultura del Quartiere 2, p.za Alberti 1A, tel 055 27 67 828 - fax 055 27 67 838

domenica 1 ottobre 2006

Murabilia 2006

Per chi ci ha visto e per chi non c'era... ecco alcune foto delle trenta varietà di pomodoro che abbiamo esposto a Lucca.


Il nostro tavolo prima dell'assalto  (!) dei visitatori

Alcune varietà.


E un esempio di cosa può capitare se ci si distrae: dal Black Prince (a sinistra) si è avuta una prima generazione ibridata che a sua volta ha prodotto una progenie incredibilmente variegata...(i pomodori sono al colore di maturazione).



Qui trovate molte informazioni sul pomodoro e sulla sua coltivazione, per iniziare a progettare l'orto del prossimo anno...