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martedì 14 ottobre 2014

Dedicato alle galline..

"Un giardino senza galline è come un film senza attori".


Sottoscriviamo il messaggio di questo simpatico canovaccio.  

lunedì 31 marzo 2014

Riciclaggio ancora in tema di semine

Avete tante semine da realizzare e pochi contenitori, zero voglia di comprarne perché vi serviranno solo in questo periodo? Ecco il modo rapido per ottenere ciò che vi serve!

Occorrente: materiale drenante, terriccio, sacchetti della spazzatura abbastanza grandi e robusti, cassette della frutta in plastica o legno.

Aprite il sacchetto tagliandolo solo su un lato, fateci un paio di buchi e usatelo per rivestire la cassetta. Mettete sul fondo un po' di materiale drenante, che servirà anche a stendere bene il sacchetto e mantenerlo in posizione. Fate uno strato di terriccio di almeno 5 - 6 cm e procedete a seminare come al solito.

venerdì 28 marzo 2014

Seminare con cura

Avete tutto a portata di mano? Ecco come fare per seminare con una buona probabilità di riuscita.
Per seminare si possono usare diversi contenitori, il procedimento è sempe  lo stesso. 
Ad esempio si possono riciclare i vasetti in plastica, meglio se ben puliti. Qui si ricicla anche un plateau per agevolarne gli spostamenti.
Sul fondo dei vasetti mettete sempre e comunque un po' di materiale drenante: serve sia a evitare che la terra fuoriesca dai numerosi fori sia a far drenare l'acqua in eccesso.

Il materiale di drenaggio può essere argilla espansa, cocci di vasi, sassolini o brecciolino...quello che avete a disposizione. In questo caso è brecciolino, a La Buona Luna ci sono diversi visciai, zone dove affiorano rocce sedimentarie che si sbriciolano e si prestano benissimo per sostituire ghiaia e simili.

Riempite i vasetti con un buon terriccio: qui abbiamo usato del compost maturo setacciato, ma va bene anche un buon terriccio universale. Fate attenzione ai terricci troppo a buon mercato, ci è capitato di trovarvi dentro di tutto: plastica triturata, fibra di cocco intera...considerato che di solito non ne serve tantissimo, procuratevi del terriccio di buona qualità, è importante per far partire bene le piantine. Potete anche usare la torba, ma dovete stare attenti a mantenerla sempre al giusto punto di umidità e non ha grandi risorse nutrizionali che i germogli possano impiegare; nei vivai viene usata in miscela e comunque si ricorre alla fertirrigazione. 
Il compost autoprodotto è senz'altro la scelta più ecologica.

Una volta riempiti i vasetti, bagnateli: immergendoli in acqua velocemente o annaffiandoli, l'importante è che il terriccio sia umido.


A questo punto mettete i semi nei vasi: uno o due per vaso quelli più grandi, non troppo fitti quelli piccoli più adatti alla semina in cassette.


La parte più critica: coprite i semi con un po' di terriccio asciutto. Un po' vuol dire che i semi devono essere abbastanza coperti per non volare via e non venire a galla quando vengono bagnati i vasi, ma non devono essere troppo interrati per poter germogliare agevolmente. 
A seconda della temperatura e dell'esposizione dovrete bagnare i vasi più o meno frequentemente: la terra deve rimanere umida. Bagnate con delicatezza, con un piccolo annaffiatoio o con uno spruzzino. Se dovessero emergere dei semini non ancora germogliati, ricopriteli con cura.


E per finire...etichettate i vasi!!

lunedì 24 marzo 2014

Tempo di semine e di esercizi di memoria

Nonostante il ritorno di freddo di questi giorni che ha smorzato gli entusiasmi primaverili della scorsa settimana, proseguiamo a seminare in vasi e cassette: se le teniamo al caldo avremo le piantine pronte da trapiantare nell'orto o nel giardino al momento giusto.

Prima di iniziare prepariamo tutto il necessario: contenitori, materiale per il drenaggio, terriccio, paletta, annaffiatoio, bustine di semi. 

Una cosa a cui spesso non si pensa è come marcare ciascun contenitore per risalire a cosa vi è stato seminato. Se state pensando che ve lo ricorderete, scoprirete in seguito che non è così semplice, soprattutto se i vasi sono parecchi o se seminate diverse varietà della stessa specie.
Capita di frequente di inziare il lavoro e solo dopo aver seminato ci si pone il problema... quindi prepariamo prima le etichette!

I vasi (così come le aiuole) possono essere etichettati in molti modi: quello più spartano e di emergenza consiste nell'infilare la bustina dei semi vuota nel vaso o su uno stecco, ma se non l'avete terminata non potete farlo. Inoltre, con il passare dei giorni, le annaffiature e il sole diventa ben presto illeggibile. Stesso inconveniente per cartellini in cartoncino.

via Pinterest - http://creeksidelearning.com/2011/03/26/seed-packet-garden-markers/
Un altro metodo consiste nell'etichettare i vasi, anche solo con un pezzo di scotch di carta, ma anche in questo caso l'umidità mette a rischio la permanenza dell'indicazione.

Veniamo alle etichette in commercio: quelle in plastica possono essere gialle o bianche, possono essere reimpiegate più volte, fino a quando il sole non le cuocerà al punto che si spezzeranno.
da http://violadulcamara.wordpress.com
si trovano anche nella versione "slim", spesso forate per essere eventualmente attaccate alle piante o ai loro supporti con un filo.

da http://materiali.aipcnet.eu/html/extra.html
Avendo tempo le possibilità sono però infinite, un'ottima occasione di upcycling per diversi materiali:

via Pinterest - http://whimsy-girl.blogspot.com/2008/07/rock-on.html
via Pinterest - http://ecosalon.com/best-of-etsy-eco-friendly-vegetable-and-herb-garden-plant-markers/

via Pinterest - http://www.flickr.com/photos/rocketlass/5879366068/in/photostream/
via Pinterest - http://randomcreative.hubpages.com/hub/Recycle-What-To-Do-With-Wine-Corks-Crafts-Art-Projects-Ideas


Potete trovare molte altre idee su Pinterest, cercando "garden markers".
Uno dei metodi più veloci e ecologici è quello di usare dei rametti di legno opportunamente sagomati, in un prossimo post troverete le istruzioni per realizzarli da voi.

mercoledì 15 gennaio 2014

La Buona Luna

Agri Cultura è anche agricoltura... stiamo lavorando all'avvio di un'azienda agricola in Casentino dove testare il metodo biologico, la permacoltura, la biodinamica...sperimentiamo tutto ciò che è naturale, cercando le soluzioni migliori come abbiamo sempre fatto nei vostri giardini.  
La Buona Luna è il nome di una realtà dove contiamo in futuro di ospitare chi vorrà imparare e sperimentare, dove organizzeremo corsi di orticoltura, potatura e quant'altro.
Aggiornamenti sullo sviluppo di questo progetto li troverete anche sul blog de La Buona Luna.

http://labuonaluna.blogspot.it/

venerdì 11 ottobre 2013

International Tulip Guerrilla Gardening Day


Volete provare a compiere un'azione di guerrilla gardening? Sabato 12 ottobre 2013 è il quarto International Tulip Guerrilla Gardening Day. Scopo dell'iniziativa, come per tutte quelle di guerrilla gardening, è trasformare aree degradate e abbandonate in spazi verdi e angoli fioriti.

Procuratevi zappetta, guanti e bulbi di tulipano. I tulipani costano poco, non richiedono cure e piantarli è semplicissimo, basta scavare una buchetta poco più grande del bulbo e profonda al massimo il doppio della sua altezza, posare sul fondo il bulbo con la punta verso l'alto e coprire con la terra. I bulbi si trovano anche nei supermercati, oltre che nei garden e sul web, ce ne sono di tantissimi colori e forme.

Fate una passeggiata in città e individuate un'aiuola o un angolo di un triste giardinetto pubblico e piantate! I risultati migliori si ottengono piantandoli a gruppi di almeno 5 - 6 bulbi, che in primavera formeranno vivaci macchie di colore. Se volete potete piantare anche altri fiori o piante, e fotografate il risultato.

Un po' di link utili:
Marraiafura, che ha segnalato l'evento su Facebook
Guerrilla gardening italia, dove trovate indicazioni utili sull'evento
L'evento su Facebook

mercoledì 4 aprile 2012

Corsi a domicilio

Perché un corso a domicilio?
Perché crediamo che sia importante diffondere la cultura del verde e diamo valore al saper fare.
Imparare a prendersi cura delle proprie piante è semplice se si viene affiancati da qualcuno che sappia sciogliere subito i dubbi: quante volte vi siete trovati a confrontare la vostra rosa con quella disegnata su un manuale di potatura, alla ricerca di una somiglianza che vi aiutasse a scegliere come intervenire? Con il corso a domicilio superiamo proprio l'ostacolo dato dall'applicare i principi generali al vostro caso particolare.

Il servizio si effettua a Firenze e comuni limitrofi, nella zona di Pontassieve e nell'Alto Casentino. Se avete bisogno di noi in altri luoghi, contattateci e valuteremo insieme la fattibilità.
A seconda del corso e del vostro giardino potremo portare a conclusione l'intervento o semplicemente impostare il vostro lavoro; i costi sono di 50 € per 1 ora di corso, 80 € per 2 ore. Per mezze giornate o giornate intere concorderemo il costo in fase di preventivo.

Potatura delle rose, delle ortensie, degli olivi; progettazione del giardino, avvio di un orto...sono solo alcuni esempi: se avete dei temi particolari, delle richieste diverse dai corsi proposti, dei dubbi...contattateci!

p.s. Potete condividere la lezione (e il suo costo) con amici o vicini, fino a un massimo di 5 persone a corso, altrimenti non riusciamo a seguire tutti come vorremmo!

venerdì 16 marzo 2012

Giardini Senza Bua

Vi aspettiamo domenica 18 Marzo dalle 9 alle 18 presso l'Ospedale Meyer di Firenze. 
Partecipiamo alla seconda edizione di Giardini Senza Bua, mostra mercato ad ingresso gratuito dedicata al giardinaggio sostenibile. Sono presenti diverse inziative dedicate ai bambini, per maggiori info vi rimandiamo ai link:



mercoledì 24 agosto 2011

Ma che caldo fa...da da da



SCANSIONE0001


Avete ascoltato i consigli di bere molto, mangiare frutta, vestire leggeri, stazionare nei supermercati per usufruire dell’aria condizionata? Bene, tornati a casa è giunto il momento di occuparsi delle piante, che difficilmente avranno potuto fare altrettanto. Le più bisognose di soccorso sono senz’altro quelle che si trovano su terrazzi in pieno sole: se potete spostatele a mezz’ombra, ma non addossate ai muri del terrazzo, finirebbero arrostite dal calore che questi irraggiano.


In alternativa cercate di ombreggiarle, sfruttando eventuali tende o teli a vostra disposizione; esistono anche teli appositi, chiamati appunto teli ombreggianti, che potreste ritagliare e tendere con l’ausilio di bacchette a protezione delle vostre piante. In ogni caso fate il tutto con un occhio di riguardo all’estetica, soprattutto se abitate in condominio: è dimostrato che il caldo e la conseguente carenza di sonno rendono aggressivi e intolleranti i vicini.


Un altro espediente utile consiste nel distribuire uno strato di pacciamatura di cortecce sul terriccio dei vasi: limita fortemente l’evaporazione dell’acqua, ed è efficace anche con vasi piccoli.


E’ importate annaffiare con cura; i terricci molto torbosi, soprattutto se in vasi di plastica, si prosciugano e perdono la capacità di trattenere acqua; li riconoscete perché il terriccio forma un blocco intorno alle radici della pianta, staccandosi dal vaso e assumendo nel tempo un aspetto sabbioso. In questo caso è meglio bagnare in più riprese, perché l’acqua percola immediatamente nel sottovaso. Datene poca, aspettate che venga assorbita e provate a darne dell’altra.


In tutti gli altri casi vale la regola di bagnare finché non vedete uscire l’acqua nel sottovaso, ma ricordate di svuotarlo dopo un quarto d’ora, se contiene ancora acqua: non volete avviare un proficuo allevamento di zanzare, vero?


Altro aspetto di cui tenere conto è la temperatura dell’acqua che usate per annaffiare: vi piacerebbe una secchiata di acqua gelata mentre siete accaldati dopo aver passato una giornata sotto il sole cocente? Se siete temerari (o scozzesi) forse sì, ma le vostre piante senz’altro preferirebbero di no, rischiano un shock termico alle radici e alla vegetazione. Quindi niente docce (favorirebbero lo sviluppo di malattie) e niente annaffiature a mezzogiorno o appena cala il sole: aspettate che la temperatura scenda, irrigando in notturna o al mattino presto, meglio se con acqua non eccessivamente fredda.


Se per il prossimo anno state pensando a un impianto di irrigazione, su terrazzo, nel giardino o nell'orto, siamo a vostra disposizione!

sabato 9 luglio 2011

La foresta incantata



La campagna inglese, una casa accogliente con un meraviglioso giardino che racchiude le erbe necessarie a preparare medicamenti e pozioni. Stregoneria o erboristeria? Un romanzo delicato, dove non mancano impreviste soluzioni.


domenica 22 maggio 2011

La pazienza del giardiniere



Raccolta di articoli pubblicati su varie riviste; una collezione di spunti e riflessioni nel giardino e nell'orto, intervallata da vivaci e intelligenti critiche alla gestione del verde pubblico.

More about La pazienza del giardiniere
 

giovedì 24 febbraio 2011

Calendario mostre e fiere


Nella colonna sinistra del blog trovate il collegamento a un calendario delle mostre e fiere che vi suggeriamo di visitare: cliccate e scorrete le pagine, la maggior concentrazione di manifestazioni è nei mesi di aprile - maggio ma le prime le trovate già a marzo. Se conoscete altre iniziative meritevoli di essere inserite, segnalatecele e provvederemo ad aggiungerle.

mercoledì 21 aprile 2010

Social gardening

Leggiamo e diffondiamo volentieri questa notizia: a Firenze Guerrilla gardening diventa social gardening, come spiega Matteo in questa intervista pubblicata qui


 

lunedì 14 gennaio 2008

Guerrilla Gardening

Quante volte avete visto un'aiuola spartitraffico abbandonata e senza cure, dove crescono a malapena poche erbe spontanee? Angoli di città considerati solo come spazi fangosi da attraversare  più rapidamente possibile...Il "degrado" urbano non è solo il rifiuto abbandonato dove capita, o la produzione canina proprio davanti al nostro portone: anche il verde di cui nessuno si cura contribuisce a peggiorare la situazione. Basta poco per constatare che meno le aiuole sono curate, più facilmente diventeranno discarica o toilette pubblica.
E noi cosa ci possiamo fare? Sollecitare gli amministratori a migliorare la cura del verde pubblico è un nostro diritto, i risultati dipendono però dalla loro sensibilità e dalla  disponibilità economica...perché non occuparcene direttamente, allora?
Questo è quanto viene suggerito dagli aderenti al Guerrilla Gardening, un movimento che incoraggia i singoli a prendersi cura degli spazi comuni.
Potrebbe trattarsi dell'aiuolina intorno a un albero, sul marciapiedi davanti a casa, o dello spartitraffico, o del giardino pubblico i cui lavori sono stati iniziati e mai terminati. Piccole azioni, piccole modifiche che siano però significative, nello spirito di una "guerrilla", appunto. Blitz notturni per far fiorire le nostre città...e poi? La speranza è che qualche volenteroso si preoccupi di annaffiare le piantine...se succederà, sarà un piccolo miglioramento non solo dell'ambiente cittadino ma anche dell'ambiente sociale.






Guerrlla Gardening a Milano




Scelta degli spazi, delle piante (non dimentichiamo le specie spontanee, senz'altro le più adatte a sopravvivere con poche cure), organizzazione...numerosi spunti sul sito www.guerrillagardening.it, mentre in inglese su www.guerrillagardening.org troverete i risultati delle azioni compiute in tutto il mondo, e...in bocca al lupo ai giardinieri!

lunedì 23 aprile 2007

Vi segnaliamo un'iniziativa artistica

Il Parco d'Arte E. Pazzagli informa che è possibile, per le persone sensibili, adottare a distanza un cipresso per cinque oppure per dieci anni, rinnovabili: un'occasione rara per mettere radici a Firenze.

Il parco E. Pazzagli ha a disposizione circa trecento cipressi, che formano "La Trinità", un'opera d'arte rappresentante due profili e un volto, estesa per circa 15.000 metri quadrati, un'installazione che si può vedere nella sua interezza solo dall'alto, ma che si apprezza anche camminandoci all'interno con in mano la mappa. Fra gli occhi, i nasi, le bocche della "Trinità" si incontrano le altre opere d'arte. L'idea dello scultore Enzo Pazzagli è stata quella di creare un'opera d'arte vivente, visibile anche dai satelliti come le opere delle antiche civiltà, che durasse nel tempo e mutasse con il passare degli anni: tra 10, 50, 100 anni i cipressi saranno cresciuti e il profilo della scultura sarà sempre più marcato e formerà una linea continua come un grandissimo labirinto in divenire. Inoltre questa scultura crescerà non solo sotto i nostri occhi, ma anche sotto gli occhi delle future generazioni, che avranno modo di ricordare così la creatività dello scultore e degli altri 300 "artisti". Questa iniziativa è volta a favorire la cura della pianta adottata per aiutare la natura ad essere più verde e più bella, ma soprattuto ad entrare a far parte dei trecento autori/artisti della grande installazione vivente Trinità. Oltre a contribuire a formare una delle più grandi opere d'arte vivente al mondo, i cipressi sono a disposizione di coloro che aderiscono all'iniziativa. Chi adotta un cipresso ha diritto all'ingresso gratuito nel parco per tutta la durata dell'adozione e può personalizzare artisticamente la propria pianta, farle visita e comunicare con lei. Ogni anno gli artisti saranno informati via SMS oppure e-mail dello stato di salute della pianta e della sua crescita in altezza e in circonferenza. Per aderire all'iniziativa è richiesto un contributo di 50 euro per un'adozione di cinque anni, oppure 100 euro per un'adozione di 10 anni, rinnovabili: ogni pianta adottata sarà contrassegnata da un numero e, a richiesta, anche dal nome del donatore o da una sigla. Ricordiamo che non è possibile adottare più di una pianta per ogni nominativo, mentre è possibile dedicarla a una persona cara. Per ulteriori informazioni: Parco d'Arte Pazzagli via Sant'Andrea a Rovezzano 5 50136 Firenze tel. 055 691114 - 348 3300352 www.pazzagli.com

mercoledì 10 gennaio 2007

Mi hanno regalato una pianta...

...e adesso non so cosa fare perché perde le foglie. Da questa considerazione al cassonetto dell'immondizia purtroppo il passo è breve: aspettate! Ecco una breve guida per far diventare un po' più verdi i vostri pollici.
  1. cercate di sapere qual è il nome (meglio il nome latino) della pianta che vi hanno regalato. Con questo potrete cercare informazioni più dettagliate su ciò di cui ha bisogno per vivere bene. Cercate di sapere prima di tutto se è una pianta da esterni o da appartamento. Ciclamini e azalee non sopravvivono in casa, ficus e piante grasse sono freddolosi e non stanno bene all'aperto (anche se per ora, quest'anno, di freddo ce n'è stato ben poco).

  2. Tutte le piante hanno bisogno di luce: in questa stagione ne arriva veramente poca dentro casa, assicuratevi che la pianta sia abbastanza vicina a una finestra con una tenda leggera (il sole diretto sulle foglie attraverso i vetri può bruciarle).

  3. L'unica regola universale da seguire per quanto riguarda le annaffiature: toccate la terra del vaso e bagnate quando la sentite asciutta. Non lasciate mai l'acqua nel sottovaso, può essere utile se l'aria della vostra casa è molto secca ma in questo caso mettete dell'argilla espansa nel sottovaso e appoggiate il vaso su di essa; il livello dell'acqua non deve superare quello dell'argilla, perché le radici delle piante hanno anche bisogno di aria.

  4. Non tutte le piante sopportano la vicinanza di un termosifone, molte possono soffrire per bruschi cambiamenti di temperatura: meglio non lasciarle davanti allo spiffero d'aria fredda quando aprite le finestre, se fuori fa molto freddo.

  5. Le piante non amano viaggiare: ogni cambiamento di luce, umidità, temperatura, frequenza delle bagnature e concimazione può causare stress, e la conseguenza diretta è spesso la perdita di molte foglie.

  6. Non date troppo presto per morta la vostra pianta: non spostatela più, curatela normalmente e controllate dopo un po' le punte dei rami, il cuore della rosetta di foglie, i rami vicino a dove sono cadute le foglie: se la pianta non ha deciso di suicidarsi definitivamente, è lì che vedrete spuntare i nuovi germogli. Il cassonetto può attendere...abbiate pazienza!
Se poi avete l'animo del buon samaritano... capiterà anche a voi di recuperare per strada piante malmesse ma ancora vive e di tentare il salvataggio. Non sempre si riesce, ma quando si vedono spuntare nuove foglioline è sempre una grande soddisfazione. Un'azalea e un'euphorbia ringraziano ancora con tanti fiori tutti gli anni, a dispetto di chi le aveva date per spacciate.

mercoledì 22 novembre 2006

Una fioriera vuota...

...come riempirla? L'inverno è il periodo in cui è più difficile avere dei bei vasi fioriti, dato che la scelta di piante resistenti al freddo è limitata.

Le specie fiorite più frequentemente proposte sono le pansè, i ciclamini e le bulbose. Queste ultime danno dei risultati estetici molto validi, ma limitati nel tempo: per molte settimane il vaso resta spoglio, per molte altre è occupato dal fogliame, non sempre interessante. Per questo motivo è consigliabile abbinare i crochi, i tulipani e le altre bulbose primaverili a specie decorative per periodi più lunghi.
Sia le viole del pensiero che i ciclamini sono un buon investimento: se trattati bene fioriscono ripetutamente da adesso fino a maggio e a volte giugno, a seconda della posizione in cui si trovano e dell'andamento delle temperature primaverili.

fioritura ciclaminiLe viole sono disponibili in tantissime combinazioni di colore, con o senza cuore scuro, dal bianco puro al bordeaux quasi nero, sia mignon che classiche. I prezzi sono molto contenuti, quindi si prestano bene a riempire anche spazi molto ampi. Unico neo è la sensibilità ad alcune malattie fungine, che possono portare al deperimento rapido dell'intera pianta, e a insetti succhiatori della linfa, come gli afidi, che si sviluppano in quantità se le piante non si trovano nelle condizioni ideali: per esempio se sono state troppo concimate, o se si trovano in una zona troppo all'ombra.

I ciclamini costano un po' di più, ma soprattutto le varietà a fiore piccolo si dimostrano molto resistenti. Basta non pretendere di ospitarle dentro casa, dove deperiscono rapidamente a causa delle temperature troppo elevate. La cosa migliore è posizionarli su un davanzale esterno, anche all'ombra, e ammirarli attraverso i vetri. La fioritura è molto abbondante, nei colori del bianco, del rosa e del rosso. In linea di massima, con l'estate il tubero va in riposo; a settembre, riprendendo le irrigazioni, dovrebbe ributtare, ma a volte può non avere le risorse sufficienti per farlo. Non resta che progettare un nuovo acquisto, trattando il ciclamino come una annuale.
 
A primavera potrà capitarvi invece di notare la formazione dei frutti e dei semi: dal fiore si forma una capsula tondeggiante che una volta raggiunta la maturità si apre liberando i semi. Perché non provare allora la coltivazione? Pulite i semi e lasciateli asciugare; verso settembre seminateli in una vaso che terrete all'ombra, e annaffiate regolarmente. La germinazione è lenta, quindi non scoraggiatevi: passeranno alcune settimane prima di veder spuntare una timida e inconfondibile fogliolina cuoriforme. Senz'altro le piante nate così potranno riservare delle sorprese, quanto al colore dei fiori; basta avere molta pazienza, perché per la prima fioritura ci sarà da aspettare qualche anno... Ecco così spiegato anche il motivo della differenza di prezzo fra le viole, che fioriscono già al primo anno di vita, e i ciclamini.


Buona coltivazione, e non abbiate paura di sperimentare!


Per altre informazioni sul ciclamino, vedete su wikipedia questa pagina e questa, dove abbiamo contribuito anche noi. Segnaliamo anche un sito ben fatto, a cura di un vivaista.

venerdì 21 luglio 2006

S.O.S verde


irrigatore


Siamo nel pieno della canicola estiva e chi può se ne va giustamente in ferie. Ci auguriamo che vi siate preoccupati dei vostri animali domestici, appurando per tempo se potranno accompagnarvi in vacanza; in alternativa avrete senz'altro trovato loro una sistemazione adeguata. E le vostre piante? Ci avete pensato? Spesso siamo così presi dai preparativi per la partenza che solo all'utlimo minuto ci ricordiamo di loro. Spesso ci affidiamo alla buona sorte (magari piove...) o confidiamo nella loro resistenza.
In realtà solo pochissime piante sono capaci di sopravvivere alle temperature estreme dei nostri balconi senza apporti di acqua: non fate l'errore di pensare "sì, ma sono piante grasse... ma le aromatiche non vogliono tanta acqua..." appunto: non vogliono tanta acqua, ma un po' sì! Specie che in piena terra resistono tranquillamente, se si trovano in vaso in pieno sole e magari su un balcone esposto a sud possono seccare in breve tempo. Non bisogna sottovalutare la forza dei raggi solari: anche le piante possono scottarsi: sulle foglie appaiono vere e proprie bruciature, mentre sulle piante grasse si formano zone secche e infossate che resteranno così per sempre.


Cosa fare quindi? Prima di tutto raggruppate le vostre piante all'ombra o nella zona meno calda (non vicino al muro dove batte il sole per tutto i l pomeriggio, per intendersi). Non lasciate le piante dentro casa con le serrande abbassate: la mancanza di luce farebbe cadere e ingiallire le foglie. MAI spostare al sole piante che fino ad ora stavano all'ombra: lascietele dove sono, anche se vi complica l'organizzazione. Poi, munitevi di un mini impianto di irrigazione: lasciate perdere i gel che dovrebbero assorbire acqua per poi cederla gradualmente, perché se fa troppo caldo e la terra si asciuga velocemente non funzionano come dovrebbero. E anche il sistema della bottiglia di plastica, riempita d'acqua e inserita rovesciata nel terreno, funziona poco: teoricamente, l'acqua dovrebbe scendere lentamente attraverso il tappo forato a bagnare la terra; purtroppo nella bottiglia si forma il vuoto e l'acqua scende solo finché non prevale la pressione interna alla bottiglia. Se state via una settimana o più troverete le piante secche e l'acqua ancora nella bottiglia.


Funzionano molto bene e sono abbastanza economici i coni in terracotta; alla base più larga è collegata una parte in plastica dalla quale parte un sottile  tubicino. Munitevi di un contenitore abbastanza grande e riempitelo d'acqua; le diverse parti devono essere immerse e assemblate sott'acqua, perché non rimanga aria all'interno. Il cono si affonda nel terreno del vaso mentre il tubicino, appesantito all'estremità, resta nell'acqua; man mano che la terra si asciuga l'acqua viene richiamata attraveso i pori della terracotta; attraverso il tubicino l'acqua riempie il cono e passa nella terra. Poichè serve un contenitore aperto e pieno d'acqua è necessario avere l'accorgimento di coprire con una retina l'imboccatura, altrimenti metterete su un allevamento di zanzare. La cessione è graduale, in base al fabbisogno delle vostre amate, e costante. Si possono mettere più tubicini a pescare dallo stesso contenitore, basta organizzare un po' lo spazio, ovviamente senza creare dislivelli eccessivi fra vasi e "serbatoio" d'acqua. 
Chi ha un po' più di disponibilità economica può optare per un vero e proprio impianto di irrigazione casalingo: bastano alcuni tubi muniti di gocciolatori e una presa d'acqua, e per i più precisi una centralina che ne regoli l'apertura. In tutti i casi non è male fare una prova qualche giorno prima della partenza, in modo da tarare al meglio l'impianto e verificare eventuali malfunzionamenti. Soprattutto per un giardino di medie dimensioni l'impianto di irrigazione è un investimento non solo per l'estate, perché garantisce un approvvigionamento idrico ideale in qualunque momento, evitando inoltre di sprecare un bene limitato come l'acqua potabile.


Per chi abita a Firenze e dintorni e ha un giardino, o un orto, da annaffiare durante la propria assenza, può contattarci per usufruire del nostro servizio di annaffiatura estiva: verremo a fare un sopralluogo e vi faremo un preventivo gratuitamente.
Se avete poche piante sul vostro balcone o in casa, potete invece affidarcele: ve le restituiremo in forma al vostro ritorno!
Nel caso invece vogliate approntare un picccolo impianto di irrigazione, potremo aiutarvi a realizzarlo.



Non lasciate seccare il vostro verde!

venerdì 23 giugno 2006

Giardini in Toscana


Mostra di fotografie di Massimo Listri


17 Giugno – 16 Luglio 2006


Palazzo Medici Riccardi


via Cavour 3, Firenze


Nella bella cornice di Palazzo Medici Riccardi, che si trova nel caotico centro di Firenze, si tiene in questi giorni una mostra sui giardini toscani. Le belle foto di Massimo Listri sono accompagnate dai testi di Mariella Zoppi, assessore alla cultura della Regione Toscana; insieme ripercorrono la storia del giardino toscano dal 1400 a oggi, in un percorso evocativo di atmosfere verdi: dai più noti (il Giardino di Boboli, il Giardino Torrigiani di Firenze, quello del Palazzo Piccolomini di Pienza), a quelli aperti solo in poche occasioni (Villa La Pietra, ancora a Firenze), a quelli moderni (il Giardino dei Tarocchi e quello di Daniel Spoerri, a Capalbio e a Seggiano).


Un tour virtuale capace di buoni spunti per programmare qualche visita ai giardini più rappresentativi della nostra Regione.


La mostra è aperta tutti i giorni tranne il mercoledì, con orario 9.00 – 19.00. Il biglietto d'ingresso è di 5 € e permette di vedere, oltre alla mostra, il giardino e il palazzo. Già che ci siete, merita decisamente una visita la Cappella con gli affreschi di Benozzo Gozzoli, al primo piano.


Il libro fotografico - catalogo della mostra è in vendita a 48 €.


Link ufficiali:




Per arrivare, dalla Stazione FS di Santa Maria Novella:

  • a piedi, non è troppo distante;

  • oppure noleggiando una bici (c'è una rastrelliera poco lontano dal Palazzo);

  • oppure con un autobus delle linee che collegano piazza Stazione e piazza San Marco (1, 17, 6 le più frequenti).